Boutique finanziarie a caccia di alternativi
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E voi che scelta fareste, se vi trovaste davanti ad un Quadrivio (Sgr)?

TRADERS’: Dottor Ricciotti, Quadrivio SGR è oggi una delle maggiori realtà del panorama finanziario italiano. In quali ambiti operate principalmente?

Ricciotti: Quadrivio è uno dei principali gestori di fondi alternativi del panorama finanziario italiano con circa euro 1,2 miliardi di assets in gestione. Con una struttura di 60 professionisti e cinque uffici a Milano, New York, Hong Kong, Singapore e Londra, Quadrivio promuove e gestisce fondi mobiliari chiusi in sei diverse aree di business: Private Equity, Venture Capital, Private Debt, Clean Energy, Impact Investments e Fund of Funds.

TRADERS’: Quali sono i caratteri distintivi che caratterizzano il vostro processo di investimento?

Ricciotti: Il processo di investimento . contraddistinto da un processo di due diligence interno molto approfondito sia a livello di settore che di business. Tutti gli investimenti devono essere approvati dal comitato investimenti che ha un ruolo di confronto e di “challenge” sul lavoro del team di investimento. Solo in seguito alla due diligence interna ed all’approvazione da parte del comitato investimenti si procede con le due diligence esterne. Inoltre nel processo di investimento Quadrivio pone molta attenzione sulla mitigazione del rischio sia in fase di selezione dell’investimento che nella struttura dell’operazione.
Nella fase di selezione degli investimenti Quadrivio non investe in società dipendenti da una singola persona, o in società nelle quali i ricavi e i profitti sono dipendenti da sussidi e regolamentati pubblici. Inoltre Quadrivio non investe in settori altamente volatili (quali moda) o in settori con potenziale rischio reputazionale. Il rischio viene spesso mitigato anche nell’operazione di acquisto attraverso un sistema di earn-out sul prezzo finale che viene pagato al raggiungimento dei risultati prestabiliti. Inoltre Quadrivio pone molta attenzione sulla struttura della corporate governance attraverso la nomina di nuovi manager e membri del CdA nelle partecipate.

TRADERS’: La crisi dell’Eurozona, il recente scossone proveniente dalla Cina, il Regno Unito verso il referendum relativo alla permanenza o meno nella Comunità europea. Nell’ambito di questo contesto politico-economico globale attuale piuttosto incerto e precario, come Quadrivio SGR sta operando nell’ottica di reagire al rallentamento economico?

Ricciotti: Quadrivio promuove fondi che investono nell’economia reale italiana con una prospettiva di medio periodo, spesso tale aziende non sono troppo influenzate dall’andamento di variabili macro-economiche, ciononostante Quadrivio è molto attenta nel valutare tali mutamenti. Negli ultimi 18 mesi i fondi che investono nel Private Equity e nel Private Debt stanno riscontrando una sostanziale ripresa del sistema imprenditoriale italiano che sta ripartendo soprattutto per quanto riguarda le eccellenze italiane attive sia sul mercato domestico, sia in maniera preponderante sui mercati internazionali. Inoltre Quadrivio ha negli anni rafforzato i sistemi di selezione delle imprese target per minimizzare l’esposizione ai rischi legati ai settori ciclici o molto volatili, concentrandosi su settori ed aziende più “resilient” rispetto alle variabili macro-economiche.

TRADERS’: E come Quadrivio SGR sta innovando nella comunicazione per rafforzare e consolidare il proprio brand e commercializzare i propri prodotti in maniera più efficace?

Ricciotti: La comunicazione rappresenta oggi un’irrinunciabile leva di crescita per qualunque area di business. La finanza non può fare eccezione (anche se in passato l’ha fatta!). Oltre alla comunicazione tradizionale, Quadrivio ha raccolto con entusiasmo questa sfida della digitalizzazione, investendo importanti energie nello sviluppo di una comunicazione efficace e crossmediale.
Il primo step è stato creare un nuovo website, multilingua e responsive. Un portale inclusivo, con apposite sezioni dedicate alle aree di business e una riservata agli investitori. Il passo successivo . stato invece promuovere la nostra presenza on-line attraverso una vera e propria “content strategy”, con l’obiettivo di fornire ai nostri stakeholder contenuti rilevanti e facilmente fruibili. A breve gli utenti avranno la possibilà. di ricevere la nostra newsletter mensile, un magazine on-line per seguire in tempo reale le iniziative di Quadrivio e monitorare i trend di settore.
È per noi fondamentale, anche a fronte dell’espansione internazionale in atto, promuovere una presenza on-line costante e coerente con la nostra mission, che ci permetta di comunicare efficacemente i nostri prodotti e le nostre strategie, ma anche presidiare tutti quei luoghi virtuali in cui si discute quotidianamente di finanza e investimenti.
Un ruolo determinante lo giocano i social network. I contenuti di Quadrivio vengono quotidianamente declinati su piattaforme come Linkedin, Twitter e Youtube. Questi strumenti ci permettono di comunicare e interagire in tempo reale con il nostro target di riferimento. I numeri e il livello di engagement raggiunti sono incoraggianti e intendiamo proseguire in questa direzione.

TRADERS’: Quadrivio . attiva nel Venture Capital oltre che nel Private Equity e nell’ambito del Private Debt. Qual è la vostra vision? E quale modello di business intendete sviluppare?

Ricciotti: Quadrivio nasce nel 2000 come boutique specializzata in fondi di Private Equity. In seguito all’acquisizione di una asset management company diversificata in altri business, Quadrivio ha ampliato il proprio business model con l’obiettivo di creare uno dei principali gestori di investimenti alternativi sul mercato italiano ed europeo.
Ad oggi Quadrivio è presente in sei diverse aree di business con 45 professionisti dedicati e suddivisi in team specializzati. Inoltre nel corso dell’ultimo biennio ha attuato un’attività di consolidamento interno delle funzioni corporate organizzando le attivit. di Compliance e Antiriciclaggio, Risk Management, Amministrazione Finanza & Controllo, Investor Relations, Legal e Office Management, coinvolgendo 15 risorse.
Tale struttura consente ai team di investimento di concentrarsi prevalentemente sulle attività core quali origination dei deal, esecuzione degli investimenti e creazione di valore nelle società in portafoglio in vista di exit che possano portare rendimenti agli investitori.
Il nostro network con oltre 60 professionisti costituisce un importante vantaggio competitivo per l’origination di nuovi deal: ogni area di business oltre ad avere un team dedicato ed indipendente pu. beneficiare del supporto della struttura più articolata del gruppo.
La struttura di Quadrivio si è sviluppata anche a livello internazionale con l’apertura di uffici a New York, Hong Kong, Londra e Singapore. La presenza globale ha un ruolo chiave nella creazione di valore per le societ. in portafoglio e nel supportare l’implementazione della strategia di internazionalizzazione nel processo di acquisizione ed integrazione degli add-on.
Questa struttura ci permette di essere competitivi anche nella nostra attivit. di venture capital, che necessita sempre più di una presenza internazionale. Il team di venture capital di Quadrivio ha deciso di concentrarsi su sotto-settori, quali life-sciences, biotech, nuovi materiali, dove in Italia vi sono delle eccellenze nella ricerca. Sicuramente “l’environment” italiano non aiuta a sviluppare delle start-up, ma stiamo vedendo negli ultimi anni una mutata attenzione a far sì che si creino anche in questo settore delle condizioni di maggiore competitività.

TRADERS’: Quadrivio si configura come punto di riferimento per le PMI, attraverso il supporto e l’erogazione di credito in un’ottica di crescita e sviluppo continui. Può fornirci un piccolo esempio?

Ricciotti: In Italia le attuali condizioni del mercato del credito hanno generato uno squilibrio tra domanda e offerta per i finanziamenti a medio-lungo termine in particolare per le societ. di medie dimensioni anche alla luce dei nuovi requisiti patrimoniali, introdotti da Basilea III, che portano le banche italiane a contenere l’attivit. di erogazione del credito. Di contro le imprese di medie dimensioni che rappresentano il motore dell’economia italiana richiedono nuovi capitali per finanziare la loro crescita sia domestica sia a livello internazionale. Il funding gap venutosi quindi a creare determinerà inevitabilmente un graduale processo di disintermediazione del credito ed il conseguente ingresso di nuovi operatori specializzati. Sul mercato italiano la competizione nel mercato dei fondi di credito primario è ancora limitata a pochi investitori, prevalentemente internazionali, dal momento che gli operatori locali sono più focalizzati sul mercato dei “mini-bonds” e che l’apertura da parte di Banca d’Italia a tale modalità di finanziamento è arrivata solo all’inizio del 2015.
In questo contesto di mercato Quadrivio ha lanciato il primo fondo di credito dedicato alle PMI in grado di erogare direttamente finanziamenti a medio-lungo termine strutturati a supporto di operazioni straordinarie (LBO-MBO, progetti di espansione e sviluppo, etc.). Il fondo investirà in società con un enterprise value tra euro 30-500 milioni effettuando principalmente investimenti in strumenti di debito nella forma di Senior Secured ed Unitranche, investimenti in strumenti di debito subordinato potranno essere valutati di volta in volta.

TRADERS’: Con riferimento al contenimento del rischio ed il controllo della volatilità, quale fattore chiave differenzia Quadrivio SGR dagli altri operatori di mercato?

Ricciotti: Quadrivio applica strumenti e procedure di mitigazione del rischio applicando alcuni criteri nella selezione degli investimenti, come ad esempio non investendo in aziende troppo dipendenti da una singola persona o non investendo in aziende nelle quali i ricavi e profitti sono dipendenti da sussidi o regolamenti pubblici.
In fase di selezione degli investimenti Quadrivio svolge attività di due diligence approfondite e presta molta attenzione all’utilizzo complessivo della leva finanziaria sulle partecipate che in media non supera mai le 3 volte. Il contenimento del rischio post-acquisizione invece avviene attraverso politiche di corporate governance mirate e attraverso un monitoraggio attivo del portafoglio. Nelle società in cui Quadrivio investe il senior manager responsabile della partecipata trascorre un paio di giorni a settimana in modo da supportare il management delle partecipate nella realizzazione del business plan.
Tra le attività promosse da Quadrivio per la creazione di valore e il presidio del rischio di andamento delle società oggetto di investimento ci sono l’implementazione e lo sviluppo di sistemi di reporting e di monitoraggio dell’andamento delle principali variabili economiche aziendali (fatturato per prodotto, margini, costi di produzione, etc.) in modo da monitorare tempestivamente eventuali scostamenti rispetto ai budget. Inoltre Quadrivio è solito rafforzare la struttura di corporate governance delle partecipate nominando nuovi manager e introducendo membri indipendenti all’interno dei CdA. La gestione del portafoglio è quindi costantemente orientata all’exit (con un obiettivo di IRR netto del 25%), attraverso una revisione periodica delle performance ed un allineamento strategico con il management team. I benefici di questo approccio sono evidenti nel track record che presenta una ridotta varianza dei rendimenti storici con ritorni compresi tra 1x e 4x il capitale investito, nessun write-off e multipli di ingresso contenuti, (il multiplo di ingresso medio negli ultimi 10 anni è pari a 6,4x l’EBITDA).

TRADERS’: In tema di rendimenti, investire in private equity costituisce un’opportunità significativa? È questo pertanto anche uno strumento che contribuisce indirettamente alla crescita del Paese?

Ricciotti: Investire nel Private Equity in Italia rappresenta un’opportunità significativa. Nonostante la congiuntura economica negativa degli ultimi anni, l’Italia . uno dei principali paesi esportatori e per produzione interna è seconda solo alla Germania. Il settore manifatturiero rappresenta il 70% della produzione industriale ed in termini di densità del tessuto industriale l’Italia è il paese con il maggior numero di PMI in Europa. La maggior parte delle PMI sono ancora gestite da famiglie e stanno attraversando un delicato passaggio generazionale. In questo contesto il Private Equity può supportare lo sviluppo sia a livello finanziario che a livello strategico contribuendo alla crescita del Paese.
Inoltre le banche hanno implementato dei limiti più stringenti per l’accesso al credito delle PMI con maggiori requisiti di equity.
Il mercato del Private Equity in Italia è caratterizzato da multipli di ingresso inferiori rispetto al resto dell’Europa e degli Stati Uniti dovuto sia ad una minore competizione per via di un minor numero di fondi di private equity, sia all’uso moderato di leva, l’acquisition debt in Italia spesso è inferiore a 4x in rapporto all’EBITDA. Inoltre le società con un fatturato inferiore ai 100 milioni di euro, di proprietà familiare spesso sono poco managerializzate e sono percepite come più rischiose per gli operatori internazionali.
I multipli di acquisto inferiori del mercato italiano rispetto ad altri paesi rappresentano un’ulteriore opportunità per gli investitori al momento del disinvestimento, soprattutto quando nell’operazione sono coinvolti acquirenti esteri.

TRADERS’: Nell’ambito della vostra esperienza, quali sono generalmente le debolezze che riscontrate nelle PMI che assistete?

Ricciotti: Come accennato precedentemente, in genere le PMI che analizziamo, pur essendo delle eccellenze nel loro settore, sono generalmente poco managerializzate, carenti in termini di corporate governance e spesso molto dipendenti da un unico imprenditore/fondatore. Inoltre non sono spesso organizzate in modo tale da cogliere tutti i benefici che potrebbero derivare da un serio progetto di internazionalizzazione. Infine, ma non meno importante, spesso le aziende italiane sono semplicemente troppo piccole rispetto ai loro concorrenti francesi, tedeschi, americani, etc.

TRADERS’: Confrontando le PMI Italiane con quelle ad esempio del Regno Unito o di altri paesi Europei, che analogie e differenze avete ravvisato?

Ricciotti: Le PMI italiane, rispetto ad equivalenti realtà europeesono mediamente superiori in termini di qualità di prodotto (o di servizio) e di capacità di ricerca e sviluppo; sono invece più deboli da un punto di vista sia organizzativa, che di corporate governance, e queste debolezze spesso ne ostacolano una ulteriore crescita dimensionale, sia per linee interne che per acquisizioni.

TRADERS’: Quali mercati e aree geografiche sono per voi appetibili e ritenete nei prossimi anni possano costituire un vantaggio competitivo?

Ricciotti: In termini di aree geografiche Quadrivio investirà in PMI italiane. Gli investimenti addon saranno per la maggior parte all estero in particolare negli Stati Uniti e in Asia, con il supporto degli uffici di New York, Hong Kong e Singapore.

Fonte: traders-Mag.it

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