Horizon2020, Glomeria Therapeutics al top con un grant da 2,8 milioni

Glomeria Therapeutics, start-up company tutta italiana, operante nel settore dell’healthcare e in particolare dei dispositivi medici, è stata recentemente selezionata dalla Comunità Europea come vincitrice di un grant sul Programma Quadro Europeo Horizon 2020 SME Instrument Phase 2 per un ammontare approssimativo di 2,8 milioni di euro.
Su 961 domande di finanziamento presentate e ricevute dalla Commissione Europea nella Call del 14 Aprile del Programma Quadro Horizon 2020, solo 48 sono stati i progetti approvati in tutti e 9 i vari temi di sviluppo. Solo 9 le aziende Italiane premiate con un finanziamento, ma una solo sull’Healthcare, proprio la Glomeria Therapeutics di Chieti. E se guardiamo oltre confine, i paesi che hanno raggiunto i migliori risultati sono stati la Gran Bretagna con 13 aziende e la Spagna con 11, prima appunto dell’Italia.
Due soli i progetti nell’Healthcare premiati in tutta Europa, tra cui appunto quello di Glomeria. Mentre i progetti più gettonati sono stati quelli nell’area ICT (9 progetti), nell’area Transportation (9) e Energy (8) .
Sono stati assegnati un totale di 77,7 milioni di euro tra 0,5 e 2,8 milioni per tutti i topic (di cui 5 mln per l’Healthcare)
Da Gennaio 2014 ad oggi sono in totale 54 i Grants aggiudicati alle imprese Italiane. Un risultato questo di vera eccellenza e di grande impatto per la start-up italiana che opera nel settore delle terapie sostitutive della funzione renale compromessa in modo irreversibile dalla Nefropatia cronica allo stadio terminale,
Il progetto TheraPD presentato da Glomeria con il supporto della Società italiana Europartner e della spagnola Inspiralia, ha come obiettivo principale il passaggio da una fase produttiva prototipale alla produzione industrializzata su larga scala di una Piattaforma per il trattamento terapeutico di Dialisi Peritoneale (PD) da impiegare su pazienti con insufficienza renale cronica terminale (ESRD), con una tecnologia altamente innovativa che migliorerà significativamente il livello di efficacia clinica ed efficienza del trattamento di dialisi, nonché il livello di sicurezza per i pazienti che si sottopongono a dialisi peritoneale.
Circa 2,5 Ml si sottopongono ad Emodialisi (HD) 3 volte a settimana, mentre circa 330.000 si sottopongono a Dialisi Peritoneale (PD) giornaliera. Questi numeri sono più che raddoppiati negli ultimi quindici anni ed hanno tuttora un trend previsto per i prossimi anni pari al +7% globalmente, assorbendo già oggi il 3-5% delle risorse dei vari Servizi Sanitari Nazionali nei vari paesi e destinato a crescere ulteriormente.
La dialisi peritoneale giornaliera (PD) utilizza la membrana peritoneale biologica che avvolge gli organi nel nostro addome, come membrana naturale per filtrare il sangue al posto del rene malato e depurare l’organismo, mediante un semplice catetere inserito in addome e una soluzione cosiddetta “dializzante” per eliminare liquidi in eccesso e le tossine normalmente rimosse dal rene quando è sano mediante scambio osmotico. Sebbene i vantaggi anche clinici della dialisi peritoneale siano ampiamente dimostrati – comodità di poter eseguire il trattamento a casa, il basso costo e gli ottimi risultati clinici – essa viene impiegata solo nel 1o% dei casi anche a causa di alcune complicanze a volte importanti, in particolare l’esposizione del paziente al rischio di contaminazioni batteriche a causa della frequente connessione del catetere impiantato con i dispositivi esterni che spesso esitano poi in peritoniti (circa il 35% dei pazienti è costretto sospendere questa metodica per questo motivo). .
Inoltre, i sistemi ad oggi disponibili non garantiscono una gestione della terapia ottimale, presentando il rischio di danneggiamento della membrana peritoneale.
La tecnologia innovativa di TheraPD offre la terapia di dialisi peritoneale automatizzata più sicura ed efficiente finora sperimentata. Essa è infatti caratterizzata da un sistema completo basato su tre aspetti principali:
•la capacità di connessione sterile tramite il connettore DesmoPD (brevettato) con il catetere peritoneale, praticamente azzerando il rischio di peritonite dovuta a contaminazione batterica durante le frequenti connessioni giornaliere;
•l’apparecchiatura dotata di un sistema basato su sensori di pressione, che controllano tra l’altro la pressione della cavità peritoneale prevenendo il danneggiamento e il rapido deterioramento della membrana peritoneale di ulteriori speciali biosensori in grado di misurare la concentrazione del glucosio e il pH; tutto ciò permette di “personalizzare” la prescrizione dialitica secondo la capacità di ultrafiltrazione del paziente aumentando il livello di sicurezza del trattamento e permettendo di monitorare l’assorbimento di glucosio da parte del paziente;
•un nuovo liquido di dialisi più compatibile per prevenire il rapido deterioramento delle cellule della membrana peritoneale.
Glomeria conta così di accrescere l’uso della dialisi peritoneale estendendola a persone che prima non sarebbero state idonee, quindi aumentando “l’incidenza” del trattamento della PD, riducendo inoltre la frequenza o la durata del trattamento, personalizzando il trattamento dialitico, prolungandone la permanenza nel trattamento terapeutico, quindi aumentando la permanenza del paziente nel trattamento PD, e migliorandone il livello di comfort e riducendo significativamente la spesa sanitaria.
Glomeria Therapeutics è una iniziativa tutta italiana nata nel 2010, attiva nel settore dei Dispositivi Medici ed in particolare nel segmento della Dialisi Peritoneale, come dicevamo, una delle terapie sostitutive della funzione renale. Nel corso degli ultimi 5 anni ha sviluppato tutta la tecnologia innovativa ed ora prosegue nell’ambizioso progetto d’ingresso sul mercato con un portafoglio innovativo di tecnologie volte ad incrementare la qualità di vita dei pazienti sottoposti a trattamenti di dialisi peritoneale al proprio domicilio e presso l’ospedale.
Di fondamentale importanza per Glomeria aver raggiunto questo obiettivo ed il finanziamento dell’ambizioso progetto da parte di Horizon 2020 in questo momento della sua evoluzione e dello sviluppo del business.
«Ricerca e Innovazione – dice il CEO di Glomeria, Andrea Zanella, trentennale esperienza nel settore – sono alla base dello sviluppo del Business nel MedTech, un settore in continua evoluzione e di grande intensità di investimenti in capitale, che può creare un impatto enorme sulla qualità e sulle aspettative di vita, ma anche grandi opportunità di crescita dal punto di vista economico. Però non basta avere un’idea innovativa, occorre saperla sviluppare, industrializzarla ed innovare anche il modello di business per essere davvero vincenti. Glomeria opera in un segmento del MedTech relativamente ‘maturo’ come quello della dialisi, ma propone un progetto di altissimo livello di innovazione, portando il modello di business verso l’HomeCare, cioè portando la terapia dall’ospedale a casa del paziente, rendendola più sostenibile, socialmente ed economicamente. Per fare tutto questo, lo strumento H2020 – SME2 è di fondamentale importanza per una Società Start-Up come Glomeria che conta sulle risorse del Venture Capital; potersi mettere in network con Europartner-Inspiralia e accelerare il proprio sviluppo è una entusiasmante opportunità».

Dietro Glomeria ci sono importanti e primari Fondi di Investimento Venture Capital italiani quali Quadrivio SGR, per mezzo del proprio fondo dedicato al Venture Capital TTVenture, Vertis SGR, il Fondo Francese Sofimac e Faro, oltre al partner industriale Spindial, leader nella dialisi anche Home-Care, che ha partecipato lo scorso anno ad un nuovo round di investimento nella società Glomeria Therapeutics, diventandone azionista strategico e partner commerciale.
Andrea Zanella riprende: «Il mercato vuole innovazione nel modo di fare dialisi peritoneale, la attende da molto tempo, i pazienti stessi ne beneficeranno in modo particolare e i sistemi sanitari potranno contare su una opportunità davvero importante di incrementare i livelli di cura (LEA) riducendo al tempo stesso i costi di gestione, grazie all’incremento delle terapie HomeCare».
La piattaforma terapeutica proposta da Glomeria che è composta da dispositivi medici e farmaci, è stata sviluppata integralmente in Italia, a Chieti, dove ha sede la società, da un gruppo di ricercatori ed ingegneri altamente specializzati, ma ha un respiro internazionale in quanto è stata sviluppata anche attraverso una partnership con una società canadese, Newsol Technology Inc., e ha un managment internazionale di grande esperienza e competenza sul mercato globale. Inoltre può vantare varie collaborazioni di ricerca e sviluppo clinico con varie università italiane ed europee e sviluppo tecnologico con aziende di Engineering del distretto della dialisi europea, Mirandola nel modenese, dove la dialisi europea è nata 50 anni fa. L’intera piattaforma è già dotata di tutte le necessarie certificazioni per essere commercializzata, marchio CE per i dispositivi medici e l’Autorizzazione alla commercializzazione in vari paesi Europei per la componente farmaceutica, oltre che aver già effettuato i primi test clinici su paziente con notevole successo, ed è stata recentemente presentata a Vienna al 36° Congresso Europeo di Nefrologia e Dialisi (ERA-EDTA) lo scorso maggio, generando un notevole interesse e successo nel mondo della nefrologia e dialisi.
«È evidente» aggiunge ancora Zanella «che i vantaggi terapeutici in termini di Sicurezza per il paziente e di prestazioni ed efficienza della seduta di dialisi possono avere delle notevoli ricadute nell’ottimizzazione delle terapie sostitutive della funzione renale».
Tutto ciò apre certamente prospettive interessanti di espansione della metodica di Dialisi Peritoneale che oggi rappresenta circa il 10% delle dialisi complessive (il 90% è invece emodialisi), che può quindi incrementare significativamente la sua penetrazione a tutto vantaggio della qualità della vita dei pazienti, del miglior risultato clinico per i pazienti stessi e della miglior predisposizione al trapianto successivo, come dimostrato da diversi stuti presenti in letteratura, nonché dei costi complessivi del sistema sanitario.
Si aprono così nuovi orizzonti nella cura dei pazienti con insufficienza renale cronica in stadio terminale, nuove opportunità di cura e nuove opportunità di business per aziende italiane che raggiungono così la patente di assoluta eccellenza nel monto scientifico e finanziario a livello Europeo.

Fonte: Sanita24.ilsole24ore.com

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