Start up innovative: l'edificio "intelligente" del futuro
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Start up innovative progettano l’edificio “intelligente” del futuro

Fonte: Il Sole 24 Ore

ilsole24oreDallo sviluppo dei sensori a fibra ottica fino ai sistemi di domotica evoluti, integrati ai dispositivi mobili. Dalla climatizzazione radiante, con pannelli prefabbricati modulari e con basso spessore alle chiusure traslucide e multifunzionali, che producono energia pulita. Viaggia su percorsi diversi l’innovazione nell’edilizia, ma punta un unico traguardo: il disegno dello smart building, l’efficienza degli edifici in costruzione e di quelli esistenti.

La leva è strategica per tutto il settore e ha bisogno di un solido fulcro su cui ruotare: punto d’incontro tra una domanda pronta a investire in tecnologia e design e un’offerta capace di integrare attori, soluzioni e nuovi stimoli. Quel che ai profani del tema può apparire un discorso di frontiera è invece una realtà vicina e tangibile, fatta di giovani menti, coraggio imprenditoriale, prodotti di valore.

In questo panorama il fulcro sono piattaforme come la Start up Initiative di Intesa Sanpaolo, che oggi presenta all’interno dello Smau la terza edizione di «Smart Building & Costruction»: appuntamento dedicato alle soluzioni innovative nel settore delle costruzioni, con uno speciale focus sul green. Con la presentazione di sei società attive da pochissimi anni, selezionate dalla Divisione corporate e investment banking del gruppo bancario e preparate all’incontro con potenziali investitori e partner industriali.
«Sappiamo che l’innovazione anche in ambito edilizio è in questo momento uno dei principali fattori competitivi, per differenziarsi e rispondere alla limitata domanda che c’è sul mercato – afferma Livio Scalvini, responsabile Servizio innovazione di Intesa Sanpaolo –. La situazione di crisi strutturale sta esaltando la capacità delle aziende di offrire soluzioni innovative nei materiali, nel risparmio energetico e nella domotica. Spesso costituiscono infrastrutture per lo sviluppo di nuovi servizi evoluti per i consumatori finali».

Cosa avviene dunque? Il claim della Start-Up Initiative è più che un indizio: «Think big, Start small, Scale fast». Il pensare in grande è già insito in queste fresche società, che guardano ai mercati internazionali. La rapida scalata, dal “piccolo” di partenza, è appunto favorita da una piattaforma che crea reti di accesso ai clienti, un concreto sbocco di mercato. «Interveniamo in diversi modi, in primo luogo con gli investimenti – prosegue Scalvini –, ora abbiamo 60 milioni di euro già investiti direttamente e circa 20 milioni coinvestiti anche in altri incubatori da parte dei nostri Fondi Atlante Seed e Atlante Ventures».

Personal Factory, ad esempio. È una giovane azienda calabrese attiva da quattro anni che ha messo a punto un inedito sistema per l’edilizia: una macchina, concentrata in sei metri quadrati, che miscela e confeziona inerti e prodotti chimici e trasforma ogni rivenditore anche in un produttore di materiali. Rende la produzione più veloce, precisa e flessibile, consente di ridurre il costo del venduto e le scorte in magazzino e di offrire on-demand un ampio catalogo di prodotti certificati. I riconoscimenti internazionali sono stati diversi: Personal Factory ha rappresentato l’eccellenza tecnologica italiana all’Expo di Shangai, vinto il premio “best practices” di Confindustria ed è stata finalista al «Global cleantech round table» di Washington. Il venture capital italiano ci ha scommesso su. Di recente Atlante Ventures Mezzogiorno, fondo gestito da Imi Fondi Chiusi Sgr, società di Intesa Sanpaolo, Vertis Venture (Vertis Sgr) e Tt Venture (Fondamenta Sgr) hanno aderito a un aumento di capitale pari a 2 milioni di euro. L’esempio è traino e incentivo per ulteriori start-up, nei diversi rami in cui dispiegano il cambiamento, e in primis per quelle che partecipano all’incontro odierno. Tra le altre, la siciliana SbSkin, che sviluppa componenti edilizi traslucidi multifunzionali in vetromattone integrato con dispositivi fotovoltaici di terza generazione (Dssc). O l’emiliana Sestosensor, con i suoi sensori a fibra ottica a reticolo di Bragg (Fbg), già impiegati con successo in applicazioni di monitoraggio su ponti, viadotti, gallerie ed edifici, ma anche su capolavori come la statua del David di Michelangelo conservata nella Galleria dell’Accademia a Firenze. O, ancora, la bergamasca Winvent, che ha brevettato un sistema per la climatizzazione radiante a moduli prefabbricati e a basso spessore, che migliora i tempi di risposta dell’impianto e sfrutta le capacità fisico-meccaniche dei rivestimenti (pavimenti) più evoluti.

Fonte: Il Sole 24 Ore
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