Alice Pizza cambia proprietà: la sfida passa ai fondi
Made in Italy Fund II e Capdesia rilevano il 100% della catena romana: 231 punti vendita, oltre 115 milioni di euro di fatturato di rete e closing atteso a settembre.
Nuovo passaggio di mano nel settore food retail italiano. Alice Pizza, storica catena romana della pizza al taglio, cambia proprietà: Green Arrow Capital ha siglato un accordo vincolante per la cessione del 100% della società a Made in Italy Fund II, insieme a Capdesia Group e ad altri co-investitori.
L’operazione arriva attraverso il fondo Taste of Italy, che rientra nel perimetro di Green Arrow Capital Alternative Funds SGR in seguito all’acquisizione di DeA Capital Alternative Funds. Il closing dell’operazione è previsto entro l’inizio di settembre 2026.
Sul piano dell’azionariato, il fondo Taste of Italy detiene indirettamente circa il 70% di Alice Pizza, mentre il restante 30% del capitale è in mano ai soci fondatori Luna Giovannini, Lorenzo Giovannini e Domenico Giovannini, famiglia che ha mantenuto una quota significativa della società durante il percorso di crescita sostenuto dal fondo.
La cessione segna la conclusione di un ciclo di investimento nel quale Green Arrow Capital ha accompagnato l’espansione dell’azienda su più fronti: sviluppo organizzativo, rafforzamento commerciale, consolidamento del brand ed espansione internazionale.
Fondata a Roma nel 1989, Alice Pizza si è affermata nel tempo come la più grande catena italiana nel segmento pizza fast casual, un modello che unisce rapidità di servizio, standardizzazione del prodotto e forte riconoscibilità del marchio.
Oggi la rete conta 231 punti vendita, di cui 220 in Italia, concentrati principalmente su Roma e Milano, e 11 all’estero. La presenza internazionale si estende in Francia, Spagna, Malta, Hong Kong e Stati Uniti, a conferma di un brand che negli ultimi anni ha spinto con decisione sulla crescita oltre confine.
La struttura del network è bilanciata tra gestione diretta e franchising: circa il 50% dei punti vendita è gestito direttamente, mentre il restante 50% opera in franchising. Un modello ibrido che ha consentito al gruppo di combinare controllo operativo e velocità di espansione.
Sul fronte economico, il 2025 si è chiuso con risultati di rilievo. Alice Pizza ha registrato un fatturato di network superiore a 115 milioni di euro, dato che include anche le vendite realizzate dai franchisee. Il margine operativo lordo consolidato, pari all’Ebitda, si è attestato a 12,6 milioni di euro, corrispondente a un margine del 20% sui ricavi netti della società.
Numeri che spiegano l’interesse dei fondi di private equity per il brand e per il segmento del food retail italiano, considerato sempre più attrattivo per gli investitori alla ricerca di marchi scalabili, riconoscibili e con potenziale internazionale.
A rafforzare ulteriormente il posizionamento di Alice Pizza contribuisce anche l’Accademia di Alice, fondata nel 2013. La struttura svolge una funzione strategica non soltanto nella formazione e nell’aggiornamento dei pizzaioli, ma anche come centro di ricerca e sviluppo di nuove ricette e come strumento di trasmissione della cultura aziendale e dei valori del marchio.
L’operazione conferma un trend sempre più evidente nel mercato italiano: il crescente interesse dei fondi di investimento per i brand del food made in Italy capaci di coniugare tradizione gastronomica, scalabilità industriale e presenza internazionale. In questo scenario, Alice Pizza rappresenta uno dei casi più significativi di trasformazione di un format locale in una piattaforma retail globale.