Made in Italy Fund II (Quadrivio e Pambianco), Capdesia e altri investitori comprano il 100% di Alice Pizza. Exit per il fondo Taste of Italy (Green Arrow Capital)
In corsa per il gruppo c'erano anche il tedesco Auctus Capital e il britannico McWin Capital Partners
Green Arrow Capital ieri ha annunciato l’accordo vincolante per la cessione del 100% di Alice Pizza spa, al fondo Made in Italy Fund II, gestito da Quadrivio in partnership con Pambianco, al il gruppo finanziario londinese Capdesia e ad altri co‑investitori, da parte del fondo Taste of Italy, parte di Green Arrow Capital Alternative Funds SGR dopo l’acquisizione, nell’estate 2025, di DeA Capital Alternative Funds.
Taste of Italy II fondo deteneva indirettamente circa il 70% della società; il restante 30% era in mano ai soci fondatori Luna, Lorenzo e Domenico Giovannini. Il closing è previsto entro l’inizio di settembre 2026.
La notizia era attesa. Taste of Italy era infatti alla ricerca di un compratore della quota din Alice Pizza, e lo scorso gennaio si era formata una short list di quatrro pretendenti, ossia Il fondo tedesco Auctus Capital Partners, il fondo inglese (specializzato nel food e nel retail) McWin Capital Partners, alleato col gruppo Borletti, e appunto Capdesia e Quadrivio che poi si sono aggiudicate l’asta.
Green Arrow Capital è stata assistita da Houlihan Lokey come financial advisor, da PedersoliGattai per gli aspetti legali e da PwC per la due diligence contabile.
L’operazione conclude il percorso avviato dal fondo durante il periodo di investimento, con interventi sullo sviluppo organizzativo, sul rafforzamento commerciale e sull’espansione internazionale. Fondata a Roma nel 1989, Alice Pizza era stata acquisita, appunto per il 70%, nel marzo del 2019 è oggi la maggiore catena italiana di pizza fast casual, con 231 punti vendita: 220 in Italia, concentrati su Roma e Milano, e 11 all’estero tra Francia, Spagna, Malta, Hong Kong e Stati Uniti.
La rete è divisa in parti uguali tra gestione diretta e franchising. Nel 2025 il network ha superato 115 milioni di euro di fatturato, includendo le vendite dei franchisee, mentre l’EBITDA consolidato è stato pari a 12,6 milioni, con un margine del 20% sui ricavi netti. Nel 2024 il gruppo aveva fatturato poco più di 111 milioni, dato inclusivo del fatturato di Alice Pizza Negozi spa, che gestisce la rete di negozi in gestione diretta.
Il modello di business si basa su un format scalabile e standardizzato, costruito in 40 anni di attività. Elementi chiave sono riconoscibilità del marchio, fidelizzazione dei clienti, rapidità del servizio e prezzo accessibile. Dal 2013 opera l’Accademia di Alice, struttura dedicata alla formazione dei pizzaioli, alla ricerca e sviluppo e alla trasmissione dei valori aziendali.
Durante l’investimento, Taste of Italy ha lavorato con la famiglia Giovannini e con il management per consolidare il modello operativo e sostenere la crescita in Italia e all’estero. Nel nuovo assetto, la società punta a rafforzare la presenza nei mercati strategici in Europa, Asia e Stati Uniti.
Stefano Caspani, Managing Director di Taste of Italy, dichiara: “Il percorso realizzato da Alice Pizza negli ultimi anni mostra la nostra capacità di creare valore con crescita sostenibile e sviluppo internazionale. Siamo orgogliosi di aver accompagnato l’azienda in questa fase e ringrazio la famiglia Giovannini, l’amministratore delegato Claudio Baitelli e il management per il lavoro svolto. Vediamo un futuro positivo per questa Italian Champion, che potrà espandersi in nuove geografie e rafforzare la leadership in Italia”.
Ha affermato Baitelli: “Il marchio è diventato un riferimento per la pizza al taglio in Italia e all’estero. Il successo deriva da prodotto, brand, struttura operativa e replicabilità del format. Il merito è delle persone che hanno creduto nel progetto e nei valori di Alice: affidabilità e autenticità”.
Dopo questa operazione, il primo fondo Taste of Italy, che ha raccolto 218 mln di euro dopo il lancio nel 2014, è rimasto con una sola azienda in portafoglio, cioè la Turatti srl, costruttrice di impianti e macchinari per la trasformazione di frutta e ortaggi, in cui il fondo aveva investito nel 2019. Nel 2022 la famiglia fondatrice aveva poi ceduto la sua quota residua al fondo EC1 di Entangled Capital.
Quanto a Made in Italy II, lo scorso marzo ha acquisito la maggioranza della francese Les Secrets de Loly, creatrice di prodotti cosmetici naturali per capelli mossi, ricci e crespi, dal fondo Quilvest Capital Partners. Quest’ultimo era entrato nella compagine societaria nel 2022 investendo circa 60 milioni di euro. Ad investire insieme a Quadrivio sono stati i fondi Weinberg Capital Partners e Three Hills. Si trattava del secondo investimento del veicolo gestito da Quadrivio e Pambianco, dopo quello effettuato sempre in Francia, nel settembre 2024, nella maggioranza del marchio di abbigliamento Sessùn.